
Pochi sanno che una delle voci più iconiche della poesia rivoluzionaria del primo Novecento, Vladimir Majakovskij, non solo nacque in Georgia, ma trascorse gli anni formativi della sua vita nel pittoresco villaggio di Bagdati. Oggi, questo tranquillo insediamento georgiano conserva con orgoglio la memoria del suo celebre figlio nativo attraverso... Casa-Museo di Vladimir Majakovskij — un'istituzione culturale unica che custodisce oltre cinquemila reperti legati alla vita e all'eredità del poeta. Da rare fotografie e prime edizioni delle sue opere a effetti personali e oggetti di uso quotidiano, il museo offre uno sguardo avvincente sul mondo di un uomo i cui versi hanno emozionato generazioni.
Il museo è diviso in due sezioni principali. La prima è la casa originale in cui Majakovskij nacque e trascorse la sua prima infanzia: una modesta residenza storica a due piani. La seconda è uno spazio espositivo appositamente costruito che ospita la vasta collezione di materiali che documentano il suo percorso creativo e la sua storia personale.
Nel 1889, il padre di Majakovskij affittò la piccola casa di legno da un proprietario terriero locale. Quattro anni dopo, nel 1893, Vladimir Majakovskij nacque proprio in quella casa. Nella sua poesia autobiografica, “Io stesso”, Il poeta avrebbe poi raccontato vividi ricordi dei suoi primi anni trascorsi a Bagdati, descrivendo la casa e le montagne circostanti che avevano fatto da cornice alla sua infanzia. Ricordava, con particolare chiarezza, la rustica cantina al piano terra, un luogo dove ogni autunno l'uva veniva raccolta dai vigneti vicini e trasformata nel tradizionale vino georgiano. La famiglia viveva al piano superiore e il giovane Majakovskij, pieno di curiosità e meraviglia, esplorava ogni collina e crinale del paesaggio circostante.
L'adiacente edificio espositivo funge da archivio immersivo della poliedrica vita di Majakovskij. Ospita una straordinaria varietà di reperti rari: lettere manoscritte, prime edizioni delle sue poesie, fotografie spontanee e vari effetti personali. Ogni sala svela un capitolo diverso della sua storia, dai suoi primi anni in Georgia alla sua dinamica carriera di poeta, artista e personaggio pubblico in Russia e oltre.
Fondato nel 1940, il museo è da tempo meta di pellegrinaggio per gli ammiratori dell'opera di Majakovskij. È interessante notare che l'attuale direttore del museo è un discendente dello stesso residente locale che un tempo affittò la casa alla famiglia di Majakovskij, un legame vivo tra passato e presente. Situato ai margini di Bagdati, lungo la strada che conduce alla famosa località turistica di Sairme, il museo è difficile da non notare, soprattutto grazie al suggestivo monumento al poeta che si erge fiero di fronte al complesso.
Il rapporto di Majakovskij con la Georgia non si concluse con l'infanzia. Nel 1914, il giovane poeta, che all'epoca viveva a Mosca, tornò a Tiflis (l'odierna Tbilisi) per una serie di letture pubbliche. Con grande stupore del pubblico, si rivolse in georgiano, un gesto che commosse profondamente i presenti. Il museo conserva ancora alcune delle lettere che scrisse in georgiano, sebbene con la traslitterazione russa. Per i visitatori di lingua russa che hanno familiarità con il georgiano, queste lettere offrono una rara e toccante visione del profondo legame emotivo di Majakovskij con la sua terra natale. Avendo lasciato la Georgia in giovane età, perse gradualmente la padronanza del georgiano scritto, ma continuò a parlarlo quando possibile.
Majakovskij sarebbe tornato in Georgia nel 1924 con l'intenzione di tenere altre letture pubbliche a Tiflis. Tuttavia, l'instabilità politica e il conflitto in corso durante la sovietizzazione del paese portarono alla cancellazione di quegli eventi. Solo due anni dopo, nel 1926, poté finalmente esibirsi di nuovo nella capitale georgiana.
Tale fu l'impatto dell'eredità del poeta che dal 1940 al 1990 il villaggio di Bagdati fu ufficialmente ribattezzato "Majakovskij" in suo onore, a testimonianza del legame duraturo tra l'artista rivoluzionario e la sua terra natale.
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