
Situato a circa 100 chilometri a ovest della capitale georgiana, Tbilisi, il lago Paravani è il lago più grande del paese. Nonostante la sua ampia superficie, il lago è sorprendentemente poco profondo, con una profondità massima di soli quattro metri.
Il clima di questa regione è noto per la sua rigidità. Da metà autunno a metà primavera, la zona è soggetta a un freddo persistente e, durante l'inverno, il lago ghiaccia completamente. La copertura di ghiaccio raggiunge spesso uno spessore di 60-70 centimetri, trasformando il paesaggio in un sereno e gelido paesaggio.
Intorno al lago si estendono prati alpini mozzafiato, orgoglio della regione. In primavera, questi pascoli d'alta quota si animano in un brillante spettacolo di colori, con i fiori selvatici in fiore che trasformano i campi in un mosaico naturale di blu, rosso e giallo, scintillanti alla luce del sole. L'erba rigogliosa e vellutata invita a camminare a piedi nudi, mentre in alto, nuvole bianche e soffici si muovono in forme sempre diverse, proiettando ombre fantasiose sul terreno sottostante.
Un senso di pace e armonia pervade il paesaggio, invogliando i visitatori a soffermarsi il più a lungo possibile in questo angolo di natura da cartolina. Di recente, le autorità locali hanno designato il Lago Paravani e i territori circostanti come zona per il turismo naturalistico. Sono in corso progetti per piantare circa 5,000 pini lungo le sue rive, le uniche specie arboree abbastanza resistenti da prosperare nel clima rigido della zona. Presto, qui sorgerà una splendida foresta di conifere, aggiungendo un ulteriore tocco di splendore a un paesaggio già incantevole.
Secondo la leggenda, il lago era un tempo il cuore di un antico regno chiamato Paravana. Il suo sovrano aveva una figlia di eccezionale bellezza, e molti pretendenti arrivavano da ogni dove per chiederla in sposa. Per scegliere il più degno, il re propose una gara di combattimento tra i giovani.
Ma la principessa, compassionevole e saggia, non poteva sopportare il pensiero di uno spargimento di sangue. Propose invece una sfida diversa: il pretendente che fosse tornato con una fiamma eterna – un fuoco che non avrebbe mai potuto spegnersi – avrebbe conquistato la sua mano.
Considerando l'impresa più facile di un duello, i giovani partirono con entusiasmo in tutte le direzioni. Eppure, nessuno di loro fece ritorno. Nessuno sa con certezza se abbiano fallito nella loro ricerca, perso la strada o trovato altre spose altrove. Con il cuore spezzato, la principessa pianse così amaramente e per così tanto tempo che le sue lacrime formarono il Lago Paravani.
Tra mito e mistero, il lago continua ad affascinare non solo i narratori, ma anche gli scienziati. Nelle sue torbide profondità, dove la visibilità scende sotto i quattro centimetri, gli idrologi hanno fatto una scoperta sorprendente: strutture in pietra giacenti sul fondale. Durante una serie di studi di routine, si sono imbattuti in questi insoliti resti e hanno subito allertato gli archeologi.
Ciò che seguì fu il lancio del "Lake Paravani Project", uno sforzo congiunto che portò alla scoperta di un vasto antico sito di sepoltura, esteso su oltre 900 metri quadrati.
Analisi successive hanno rivelato che il sito di sepoltura risaliva all'età del bronzo. Tra i reperti rinvenuti figuravano manufatti della vita quotidiana: utensili da cucina, strumenti da pesca e vasi in ceramica, alcuni dei quali risalenti all'epoca classica, in particolare al IV secolo a.C.
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