
L'Uzbekistan, terra nel cuore dell'Asia centrale, è ancora una destinazione relativamente sconosciuta a molti viaggiatori. Eppure, chi vi si è avventurato una volta è inevitabilmente attratto, desideroso di riscoprire questo vero gioiello d'Oriente ancora e ancora.
La stagione turistica in Uzbekistan dura praticamente tutto l'anno, poiché ogni stagione porta con sé una tavolozza di meraviglie. Il paese accoglie calorosamente i visitatori, soprattutto quelli provenienti dai paesi della CSI, e la sua rete di trasporti ben sviluppata consente di spostarsi tra le città in modo rapido e confortevole.
Molti pensano che le principali attrazioni dell'Uzbekistan siano limitate ai suoi grandi palazzi, alle moschee, alle madrase e ai monumenti concentrati nelle principali città. Ma questo paese è pieno di sorprese. Oltre ai celebri skyline di Samarcanda e Bukhara, si celano meraviglie naturali e storiche che pochi stranieri – e ancora meno i locali – hanno mai visto.
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Un paradiso per gli amanti della natura selvaggia e incontaminata e dell'avventura estrema. La strada per raggiungere questa remota meraviglia attraversa il suggestivo Gola di Derbent, un paesaggio di scogliere scoscese e canyon echeggianti. Viaggiare qui senza una guida o un'attrezzatura adeguata è sconsigliato: il terreno esige rispetto. Ma una volta raggiunte le vette delle montagne, si viene ricompensati con un panorama mozzafiato che sembra estendersi all'infinito.
Nascosto nel Tratto di KhamkanSi ritiene che questo straordinario lago si sia formato in seguito all'impatto di un meteorite. Le sue origini sono extraterrestri, così come la sua composizione unica dell'acqua. La superficie calma e a specchio del lago e la sua misteriosa energia lo rendono una destinazione unica in Asia centrale: un silenzioso promemoria delle forze cosmiche che hanno plasmato il nostro pianeta.

Situato ai margini del Deserto di KyzylkumLa gola di Sarmysh incanta i visitatori con le sue antiche formazioni vulcaniche, le terrazze di pietra e gli archi naturali scolpiti dal tempo e dal vento. Ma il suo tesoro più grande si trova tra le sue pareti rocciose: Petroglifi neolitici, incisi migliaia di anni fa. Qui, tra le scogliere color ocra, è possibile tracciare i contorni di cacciatori, animali e antichi simboli, che rimandano a una civiltà che un tempo prosperava in queste terre bruciate dal sole.
Nella valle del fiume Urungach si trovano due laghi color smeraldo: l'Urungach Inferiore e Superiore — entrambi scintillanti in sorprendenti tonalità di turchese. Immersi nel Parco nazionale Ugamsky-ChatkalQuesto angolo incontaminato di natura sembra un mondo a parte. A seconda della stagione, il livello dell'acqua sale e scende, lasciando segni visibili sulla riva rocciosa opposta: un ritmo vivo del tempo e della terra.
Pochi sanno che l'Uzbekistan ha il suo proprie piramidi, stimato intorno Anni 2,700 anniLa loro scoperta ha profondamente cambiato la comprensione degli storici delle prime civiltà. Queste misteriose strutture sono nascoste nelle gole montuose del Kashkadarya and Regioni di Samarcandae, sia per forma che per dimensioni, assomigliano molto alle piramidi nubiane vicino all'Egitto. Trovarsi di fronte a loro significa confrontarsi faccia a faccia con gli enigmi della storia: la prova tangibile che il mondo antico era molto più interconnesso di quanto un tempo credessimo.
Questo antico insediamento, risalente al IV secolo d.C., fu portato alla luce nel 1938 durante degli scavi nei pressi di Khorezm. Un tempo importante centro commerciale lungo la Grande Via della Seta, oggi è per lo più in rovina, sebbene gli echi del suo antico splendore aleggino ancora nell'aria. Gli storici ritengono che un tempo fungesse da avamposto difensivo a guardia dei confini dell'antica Khorezm. Il nome "Kyrk-Kyz" si traduce come "Quaranta Fanciulle", un omaggio alle leggendarie donne guerriere che, secondo il mito, difesero la fortezza con ineguagliabile coraggio. Sparsi nel sito si trovano anche antichi cimiteri zoroastriani, conservati nel pieno rispetto dei riti sacri dell'epoca.
