
Shakhrisabz, una città intrinsecamente legata al magnifico palazzo Ak-Saray, è intrisa di leggende sulla costruzione del palazzo. Una di queste storie racconta di come Timur immaginò un grandioso edificio e chiamò un architetto per dargli vita. L'architetto, dopo aver ricevuto il permesso di accedere al tesoro dello stato, mescolò argilla con oro per realizzare blocchi di fondazione in presenza di Timur. Osservando l'atteggiamento imperturbabile di Timur, l'architetto restituì l'oro, spiegando che aveva bisogno di confermare l'impegno di Timur in un'impresa così costosa. Un'altra leggenda racconta di Timur che esortò gli artigiani a completare il lavoro decorativo del palazzo. Quando questi tardarono, l'architetto capo scomparve, lasciando una catena appesa all'arco principale del palazzo. Al suo ritorno, spiegò che l'edificio aveva bisogno di tempo per assestarsi per evitare danni alle decorazioni. Timur, riconoscendo la saggezza dell'architetto, apprezzò il suo approccio.
La costruzione del Palazzo Ak-Saray a Shakhrisabz richiese oltre 25 anni. L'ambasciatore spagnolo Ruy Gonzalez de Clavijo, che lo visitò nel 1404, fu affascinato dal suo splendore architettonico, sebbene il lavoro decorativo fosse ancora incompiuto. Descrizioni contemporanee e reperti archeologici forniscono informazioni sulla grandiosità originale del palazzo. Il Palazzo Ak-Saray presentava numerosi grandiosi quartieri abitativi e di servizio disposti attorno a cortili separati. Il cortile principale, ricostruito dal microrilievo del sito, era largo circa 120-125 metri e lungo 240-250 metri. Il perimetro esterno e le dimensioni degli altri cortili rimangono incerti a causa delle interruzioni avvenute nel XV e XVI secolo.