Palazzo Ak-Saray

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Palazzo Ak-Saray

Palazzo Ak-Saray, Shakhrisabz
Palazzo Ak-Saray, Shakhrisabz

Shakhrisabz, una città intrinsecamente legata al magnifico palazzo Ak-Saray, è intrisa di leggende sulla costruzione del palazzo. Una di queste storie racconta di come Timur immaginò un grandioso edificio e chiamò un architetto per dargli vita. L'architetto, dopo aver ricevuto il permesso di accedere al tesoro dello stato, mescolò argilla con oro per realizzare blocchi di fondazione in presenza di Timur. Osservando l'atteggiamento imperturbabile di Timur, l'architetto restituì l'oro, spiegando che aveva bisogno di confermare l'impegno di Timur in un'impresa così costosa. Un'altra leggenda racconta di Timur che esortò gli artigiani a completare il lavoro decorativo del palazzo. Quando questi tardarono, l'architetto capo scomparve, lasciando una catena appesa all'arco principale del palazzo. Al suo ritorno, spiegò che l'edificio aveva bisogno di tempo per assestarsi per evitare danni alle decorazioni. Timur, riconoscendo la saggezza dell'architetto, apprezzò il suo approccio.

La costruzione del Palazzo Ak-Saray a Shakhrisabz richiese oltre 25 anni. L'ambasciatore spagnolo Ruy Gonzalez de Clavijo, che lo visitò nel 1404, fu affascinato dal suo splendore architettonico, sebbene il lavoro decorativo fosse ancora incompiuto. Descrizioni contemporanee e reperti archeologici forniscono informazioni sulla grandiosità originale del palazzo. Il Palazzo Ak-Saray presentava numerosi grandiosi quartieri abitativi e di servizio disposti attorno a cortili separati. Il cortile principale, ricostruito dal microrilievo del sito, era largo circa 120-125 metri e lungo 240-250 metri. Il perimetro esterno e le dimensioni degli altri cortili rimangono incerti a causa delle interruzioni avvenute nel XV e XVI secolo.

Il portale principale, una struttura imponente con pinnacoli arcuati (ko'ngra), raggiungeva un'altezza stimata di 70 metri, con torri angolari su piedistalli sfaccettati alti almeno 80 metri. Il portale d'ingresso si estendeva per 50 metri di larghezza, con un arco lungo 22.5 metri, il più grande dell'Asia centrale.

L'arredo architettonico del palazzo è notevole per i suoi diversi design e colori. Il portale principale rivolto a nord, a causa della scarsa illuminazione, presenta una segmentazione piatta e un trattamento decorativo continuo. Il mosaico in mattoni, principalmente in blu scuro e chiaro, forma grandi disegni geometrici ed epigrafici su mattoni lucidati, conferendo al portale un aspetto morbido e misterioso. Il mosaico e la maiolica nella nicchia del portale sono particolarmente raffinati, con ornamenti fogliati e intricate iscrizioni calligrafiche, principalmente di contenuto coranico, sebbene siano presenti alcune iscrizioni secolari. Un'iscrizione nel rivestimento decorativo, risalente al 798 (1395-1396), attribuisce il merito all'artigiano Muhammad Yusuf Tebrizi di Tabriz.

Il racconto di Clavijo descrive un ingresso grandioso, con archi decorati con piastrelle dipinte e piccole stanze sotto di essi. Oltre si estendeva un ampio cortile con lastre bianche e gallerie riccamente decorate che circondavano una piscina centrale. Il cortile conduceva a una lussuosa casa con un'alta e ampia porta impreziosita da piastrelle dorate e azzurre. Un leone raffigurato al sole adornava la porta, simboleggiando il re di Samarcanda. Oltre questo, un vasto giardino con alberi da frutto ombrosi, piscine e prati forniva un ambiente sereno per il tempo libero reale.

Il palazzo Ak-Saray è un monumentale esempio di architettura civile, impressionante persino per gli standard dell'Asia centrale. I resoconti storici attribuiscono la distruzione del palazzo ad Abdullakhan, che presumibilmente ne ordinò la demolizione durante un assedio di Shakhrisabz. Verso la fine del XVIII secolo, solo i pilastri e parte dell'arco del portale principale rimasero di quello che un tempo era un opulento palazzo.